Lunedì, 22 ottobre 2018

Dal capitolo: "Sogni nell'armadio, camicie nei cassetti"

In camerinoIl camerino di Luciano è uno dei posti più accoglienti che mi sia capitato di visitare da quando ho intrapreso il mio "viaggio clandestino" sulle carovane del rock spacciandolo per un mestiere.

Che si tratti dello sgabuzzino ricavato nel retropalco di un piccolo locale o dello spogliatoio arbitri di uno stadio, dentro quel camerino c'è aria di casa: un'illuminazione mai troppo violenta, un’acustica esterna attutita da tendaggi e tappeti, profumo di incenso indiano all'arancia, eucalipto e cannella.

I colori dominanti sono quelli dei primi tre chakra, quelli più vicini alla terra: il rosso, l'arancio, il giallo.
Trasformare un luogo provvisorio come un camerino in qualcosa di simile a un'anticamera con annesso salotto, rende il tragitto di andata e ritorno tra palco e realtà meno drastico.

Dentro questa stanza si ricrea un'atmosfera domestica: Luciano aspetta il concerto, si rilassa, suona la chitarra, beve un sorso di vino rosso e poi sceglie dentro il baule-armadio da viaggio gli abiti da indossare per andare in scena.

Le ante di quell'armadio sono porte aperte su un altro pezzo del Liga-mondo che merita sicuramente una visita.

"Qui ci si veste all'americana, con camicioni e stivaletti da cowboy. Qui le riviste musicali vendono di più che in altre città italiane. Qui ci sono sempre stati grandi locali e concerti importanti. Qui, si vede l'America. E la si sente. Ma è l'America di Faulkner e dei grandi spazi aperti, più che di Springsteen e delle metropoli. Non c'è New York, tra i sogni di Correggio, semmai le praterie o le riserve indiane".

(Massimo Cotto, Urlando contro il cielo, Aliberti, 2005)

Così Luciano spiegava in un'intervista di alcuni anni fa le sue scelte in materia di look, riassumendo in poche righe gli aspetti più caratteristici di un'estetica che lo accomuna a chi, fuori e dentro Correggio, ha scelto di appartenere a una comunità ristretta e irriducibile: uomini che tengono il loro sogno americano a portata di mano, sempre pronto per essere indossato e vissuto.

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Mercoledì, 7 marzo 2007