Lunedì, 19 aprile 2021

Robbie Williams, "Intensive Care" (Chrysalis)

Robbie Williams Intensive CareE' un caso abbastanza raro nella discografia in generale, riuscire a lasciarsi alle spalle un passato chiuso in uno spazio temporale e generazionale ben preciso  e ricominciare da solisti con grande, enorme successo, crescendo musicalmente e piacendo a molti.

Robbie Williams è sicuramente l'esempio concreto di tutto questo e, se siete d'accordo, anche del suo contrario.

Uscito dalla boyband per eccellenza degli anni 90 (i Take That, coi quali peraltro si riunirà per uno special televisivo natalizio in questo 2005 "reunionesco"), è giunto alla sua prova forse più attesa. Un disco ("Intensive Care") che abbiamo fra le mani, annunciato come lavoro difficile e sperimentale, che però, francamente, di sperimentale ha (probabilmente solo per lui) lo staff di nuovi collaboratori, dopo il brusco litigio con Guy Chambers, l'autore storico di tutte le sue hits. "Intensive Care" contiene 12 tracce tutte firmate da Williams e da Stephen Duffy, musicista e cantante che nel 1979 non credette nel progetto Duran Duran e lasciò il posto a Simon Le Bon.

Questo nuovo album "Intensive Care", uscito venerdì scorso, e' già definito da alcuni critici come "adult pop" e la cosa ci trova abbastanza d'accordo.

La traccia numero 3, Make me pure, ha sicuramente le carte in regola per diventare la ballad natalizia per grandi e piccini di questo 2005.

Robbie Williams non ha sicuramente perso la sua ironia e la sua voglia di provocare. "Mi stupisce l'inaffidabilità di certa stampa. Scrivono quello che pensano io pensi e mi ritraggono come uno che è sempre fuori di testa". Questa è una delle ultime dichiarazioni di Robbie che in risposta all'eterno pettegolezzo riguardante il suo orientamento sessuale, cosa peraltro a cui non sappiamo a chi possa fregare, ha incluso in questo album una canzone intitolata  "Your gay friend".

C'e da dire che, al momento, uno dei suoi rimpianti artistici è quello di non essere ancora riuscito a sfondare negli Stati Uniti, nonostante abbia realizzato un album di cover dedicato ai grandi crooners, nonostante abbia comprato casa a Los Angeles e non ultimo, il fatto che i dischi, compreso questo, siano stati in parte registrati proprio da quelle parti. Qualcuno ha scritto che il pubblico d'oltreoceano non lo premia perchè è uno troppo intelligente, nel bene e nel male e che, grazie a questo riesce a mischiare come pochi il colto e il nazional popolare della musica pop-rock, producendo dischi sicuramente piacevoli e ben prodotti. Se la pensate o meno così anche voi, potete scriverlo lasciando un commento qui di seguito. In conclusione vi lasciamo con il commento di Robbie a "Tripping" il nuovo singolo che lo sta lanciando nelle radio, che lui definisce "un reggae ispirato dai Clash"...

Giovedì, 27 ottobre 2005