Martedì, 15 settembre 2020

Speciale Luciano "Voce e Chitarra"

Le due emozionanti serate al Teatro Asioli di Correggio e al Teatro Valli di Reggio Emilia raccontate direttamente da chi c'era via mail e ai microfoni di LigaChannel Radio. Inoltre reportage esclusivo con le nostre foto e l'audio del concerto!

Info sull'iniziativa
La caccia ai biglietti - racconto di una fan
Voce e Chitarra, Teatro Asioli
Voce e Chitarra, Teatro Valli
Luciano per LIBERA

LigaChannel Radio

Ascolta le interviste e gli estratti audio del concerto!

 

 

Fotogallery

 

Le vostre email

Tra le tante email arrivate in redazione dopo le due serate "Voce e Chitarra" abbiamo scelto di pubblicare quella di Elena, che ci sembra racconti bene l'attesa, l'atmosfera e le emozioni vissute durante questi due eventi.

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Elena
Date: 18 novembre 2008 1.12
Oggetto: Certe notti son Notti. Cronaca di un sogno @ Correggio, 16 novembre 2008

Ciao a tutti!
Mi chiamo Elena, sono di Milano.. ed ero a Correggio, ieri sera.

Lì in mezzo ai portici, dove il confine tra Radiofreccia e realtà si faceva sempre più labile. Lì al Teatro Asioli dove il confine tra sogno e realtà è scomparso del tutto.

Pazzesco. Le uniche parole con cui riesco a descrivere ieri sera:

una botta

di emozione

pazzesca.

Sorvolerò sui mezzi che mi hanno permesso di essere lì – basti dire che ho una (compagna-di-paz)zia folle.. o geniale, si sa che il confine è molto sottile ;-)

So che c'è tanta gente che non c'era, e che vorrebbe sapere. Lo so, perché tante volte ho letto i "chi c'era sa", e avrei voluto esserci. Così ho deciso di condividere almeno con voi della radio un piccolo frammento di sogno, dedicato a chi non ha avuto l'immensa fortuna che ho avuto io.

Ero in quarta fila. Ad un soffio dal palco, ad un metro dal sogno.

La prima cosa che pensi quando entri nel teatro è: è una bomboniera. Minuscolo, da casetta delle bambole. Da mettere in tasca e portare a casa.

Il sottofondo costante all'ingresso era "oddio ma è così piccolo?così vicino?!?!?!?!?!!?"

Verso le 9 meno un quarto, una voce ci avverte di non usare flash, eccetera: abbiamo cominciato a sentire le vene pulsare più forte. L'applauso dovuto e meritato ai ragazzi di Libera Terra ci ha distolto per un attimo da quello che sarebbe venuto dopo.

Poi si spengono del tutto le luci, e pensi: ci siamo.. Deglutisci, sai che manca un niente, vorresti che non iniziasse, solo per non vederlo finire. E dall'altra parte l'ora non arriva mai.

Poi il sipario, lentamente, si apre. Si intravede l'ombra di "un omino con la chitarra", seduto meno di un metro dal bordo del palco, la testa bassa, illuminato solo dalle luci soffuse, rosse. In quel momento tutto il teatro – e parlo sul serio, perché si è SENTITO (nell'aria che muovi, e quella che fermi) – ha smesso di respirare.. personalmente credo di aver ricominciato a farlo solo dopo le prime 2 canzoni.. e con fatica.

Metti in circolo il tuo amore mi ha ucciso, Walter il mago mi ha dato l'inutile colpo di grazia: tutto quello che sono stata capace di articolare, dopo, è stato "Basta così, vero? Non c'è una terza canzone, spero, perché credo che il cuore non regga" =)

Qualcuno una volta ha detto una frase molto bella. Ti sento, lo stomaco si chiude, il resto se la ride appena arrivi tu.

Il resto - canzoni, sorrisi, aneddoti - è stato Simply Liga. Potente come sempre. Vicino più dei sogni. Intenso come mai.

Con quelle note e quelle parole, ogni volta riscoperte come se le riascoltassi la prima volta. Con la commozione ed i sorrisi di Luciano, mai così vicini e così palpabili. Con gli aneddoti e le risate, entrate a far parte di un tesoro che ogni volta quella canzone, quella nota, quella parola evocherà. Con quel po' di rock che non mi aspettavo, e che non guasta mai (x chi non lo sapesse, abbiamo vissuto un'esperienza plurima di teletrasporto: da un teatro a un palazzetto in cinque secondi netti. pazzesco.)

E la fine, quando il sipario si chiude e noi urliamo "fuori, fuori"; quando sono rassegnata, e lo sono sul serio, perché gli artisti non escono quasi mai.. soprattutto tu, dopo Buonanotte all'Italia; quando comincio ad autoconvincermi che anche stavolta è finita; .. quello è il momento in cui esci di nuovo, ed il teatro trema per il boato. Fai una canzone, e già la malinconia da fine concerto si sta ri-impossessando di me, ma poi entra Salvo (grande Salvo!) con un'altra chitarra.. e ne fai un'altra, e vorrei mettermi a piangere. Ma è tutto troppo. Troppo persino per piangere.

Il ritorno all'hotel è lento, riflessivo. Il sonno fa fatica ad arrivare. Aprire gli occhi ad un'ora imprecisata della notte e pensare che domani mattina mi sveglierò in questa perla di paese, e dalla finestra vedrò la campagna silenziosa, i portici, l'acciottolato, "quella piazza" (a.k.a. Corso Mazzini), è qualcosa che mi riempie di una serenità commossa che non so spiegare.

Sarà che sono nata e cresciuta sulla circonvallazione trafficatissima di Milano. Sarà il fascino del posto. Sarà il film. Sarà Liga. Non lo so. So che c'ero. So che ne è valsa la pena.

Tutto il resto è Correggio. Tutto il resto è Liga.

Tutto il resto è una botta pazzesca. È un'emozione fatta così, che ti resta scolpita nell'anima per sempre.

Grazie, Liga, per quell'intimità emozionata.. e per il tuo essere sempre così, vero.

Alla prossima puntata,

Elena

Mercoledì, 19 novembre 2008